Cookie Consent by PrivacyPolicies.com
In Rome Today.com
DeutschPortuguêsFrançaisEspañolEnglishItaliano


In Rome Today.com
DeutschPortuguêsFrançaisEspañolEnglishItaliano



Booking.com

Mostra Cesare Tacchi. Una retrospettiva al Palazzo delle Esposizioni di Roma

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma la mostra Cesare Tacchi. Una retrospettiva: le opere e le informazioni, il periodo e gli orari d'apertura, i contatti e il costo dei biglietti.

Mostre a Roma per settore artistico: Pittura, Scultura, Arte Moderna, Arte Contemporanea, Fotografia, Archeologia.
Mostra Cesare Tacchi. Una retrospettiva Roma
Cesare Tacchi. Una retrospettiva - Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale, 194 - Roma

(Foto: I fidanzati, 1965. Pittura su tessuto stampato e rilievo (smalto, pastello, pennarello, due diverse stoffe una stampata e una tinta unita, filo da cucire, capoc, punti metallici, chiodi, viti, cerniere metalliche, legno), due elementi misure complessive cm 130x200. Lillo Collection, Parigi. Foto Archivio Cesare Tacchi)

Mostra in corso dal 7 febbraio al 6 maggio 2018

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma, fino a inizio maggio 2018, una retrospettiva omaggia l'arte di Cesare Tacchi a 4 anni dalla sua scomparsa. Esponente della corrente romana conosciuta come Scuola di Piazza del Popolo, Tacchi non si è mai imposto al grande pubblico e al mercato e questa mostra vuole far conoscere meglio l'intera parabola artistica espondendo circa 100 opere che riassumono una carriera pluri decennale.

Dal 7 febbraio 2018 il Palazzo delle Esposizioni presenta “Cesare Tacchi. Una retrospettiva”, esposizione promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale, ideata, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo - Palazzo delle Esposizioni, realizzata in collaborazione con l’Archivio Cesare Tacchi.

Una mostra monografica, un esercizio di attenzione, di studio e di valorizzazione, che ripercorre, attraverso le vicende di un artista, le tensioni intellettuali di oltre mezzo secolo.

Al centro del racconto le opere di Cesare Tacchi (1940-2014), al quale la città di Roma rende omaggio a poco più di tre anni dalla sua scomparsa. Ritratto dalla critica nel 1959 come “un giovane solitario silenzioso e castigato”, Tacchi non mutò con gli anni il suo temperamento. Fu proprio questo, forse, che gli permise di stanare le contraddizioni di alcuni aspetti cruciali della cultura visiva contemporanea e di intraprendere, senza proclami, nuove e imbattute strade.

Più di 100 opere tracciano un percorso ordinato cronologicamente nelle grandi sale del Palazzo delle Esposizioni intorno alla Rotonda. Dopo alcuni rari e poco conosciuti lavori degli esordi, è presentata la serie degli smalti su tela nei quali la “realtà della immagine”, cui erano puntati gli occhi di una generazione, è resa attraverso una serie di particolari o per rapide visioni che ignorano la distinzione tra interno ed esterno: dettagli di macchine da corsa o di vetture del servizio pubblico, figure e monumenti di Roma.

La mostra prosegue con i dipinti estroflessi e imbottiti, le cosiddette “tappezzerie”. Poltrona gialla e Poltrona rossa del 1964 aprono la serie e permettono di individuare il fil rouge che lega molte di queste opere nelle quali Tacchi ha trasposto la sua originale visione – felice e disillusa allo stesso tempo – di un’umanità fatta di conoscenze amicali, di coppie felici, seduta in poltrona, sdraiata sui letti o sui prati: giovani che si distraggono, si predispongono al dono, sperimentano la possibilità di una perdita improduttiva capace di elargire uno stato di grazia e nobiltà. Accanto a queste tappezzerie, sono esposte quelle nelle quali l’artista ha elaborato le icone della storia dell’arte accostandole a immagini del presente come accade ne La primavera allegra della Collezione Maramotti di Reggio Emilia, tra i suoi lavori più impegnativi e noti.

In apparente continuità con le “tappezzerie” sono presentate le sculture in vilpelle realizzate intorno al 1967. In realtà uno spirito del tutto diverso emana da questi lavori che l’artista definisce oggetto-quadri i quali però negano ogni funzione d’uso. Oltre a una serie di elementi di arredo impossibili – poltrone inutili, porte e sedie incongrue – è esposta la grande Cornice, proveniente da La Galleria Nazionale, che non incornicia alcun quadro, ma nella quale la negazione del tradizionale impiego permette di inaugurare una nuova e partecipata relazione con i destinatari dell’opera.

Il noto ed estremo gesto della Cancellazione d’artista compiuto da Tacchi in occasione della celeberrima rassegna “Teatro delle mostre” alla Galleria La Tartaruga di Roma nel maggio del 1968, è riproposto attraverso un “reperto” proveniente dalla collezione delle eredi del gallerista Plinio De Martiis, che permette ai visitatori del Palazzo delle Esposizioni di compiere un’esperienza che si avvicina a quella vissuta dai visitatori de La Tartaruga nel momento finale dell’azione.

A seguire è presentata una selezione significativa di opere di stampo “concettuale” realizzate nei primi anni Settanta, nelle quali la possibilità comunicativa del linguaggio viene messa duramente alla prova con sconfinamenti in una dimensione che si può definire “afasica”.

La sala successiva testimonia una nuova fase e si apre con due lavori del 1972 dal carattere epifanico: quello fotografico realizzato da Elisabetta Catalano nel quale si vede Cesare Tacchi proporre l’azione inversa alla Cancellazione, e il video registrato in occasione di una azione agli Incontri Internazionali d’Arte di Roma durante la quale l’artista compì una sorta di rito di consacrazione baciando il pavimento dello spazio espositivo. Dei successivi prolifici anni, la mostra propone le sperimentazioni più significative, attraverso le quali Tacchi riallacciò progressivamente il dialogo con gli strumenti dell’arte, con il proprio corpo e con l’altro da sé, verificando nuove e inedite dinamiche cui non saranno estranee le pratiche della psicoanalisi e la prassi della didattica.

L’ultima sala della mostra è dedicata ai grandi dipinti realizzati a partire dagli anni Ottanta, espressioni felici di un nuovo linguaggio e di un artista che da misterioso testimone dei segreti della pittura e da solitario Uccel di bosco (1982) si trasforma, rinnovandosi, in Spirito dell’arte (trittico del 1990). In queste opere i visitatori potranno rintracciare i segnali significativi del suo procedere. Un procedere che, alla luce di questa prima esaustiva raccolta di opere, sembra essere segnato principalmente (ma non solamente) dalla ricerca del piacere, da una vibrante percezione dell’altro e da una graffiante dialettica, condotta, talvolta, con lo strumento tagliante dell’ironia.

La mostra è accompagnata da un catalogo a cura di Daniela Lancioni e Ilaria Bernardi che include i saggi delle curatrici, le tavole e le schede delle opere esposte, un’antologia di testi critici dedicati all’artista, una selezione dei suoi scritti (molti dei quali inediti), un’estesa cronologia e una sezione di apparati espositivo-bibliografici.

Orari: domenica, martedì, mercoledì e giovedì dalle 10.00 alle 20.00. Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30. Chiuso il lunedì. L'ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura.
Biglietti: intero € 12,50, ridotto € 10. Ragazzi dai 7 ai 18 anni € 6. Gratuito per bambini fino a 6 anni.
Informazioni: +39.06.39967500 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00. Sabato dalle 9.00 alle 14.00).
Sito web: Palazzo delle Esposizioni

In Rome Today è aggiornato ogni giorno

© In Rome Today
Tutti i diritti riservati