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Mostra Human+. Il futuro della nostra specie al Palazzo delle Esposizioni di Roma

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma la mostra Human+. Il futuro della nostra specie: le opere e le informazioni, il periodo e gli orari d'apertura, i contatti e il costo dei biglietti.

Mostre a Roma per settore artistico: Pittura, Scultura, Arte Moderna, Arte Contemporanea, Fotografia, Archeologia.
Mostra Human+ Roma
Human+. Il futuro della nostra specie - Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale, 194 - Roma

Mostra in corso dal 27 febbraio al 1 luglio 2018

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma una mostra esplora il delicato rapporto tra essere umano ed evoluzione tecnologia cercando di capire gli orizzonti verso cui la razza umana si sta affacciando e le immancabili complicazioni etiche dovute allo sviluppo delle tecnologie.

Comunicato stampa

Cyborg, superuomini e cloni. Evoluzione o estinzione? Cosa significa essere un uomo o una donna oggi? Cosa significherà tra cent’anni? Dobbiamo continuare ad accettare che la nostra mente, il nostro corpo e la nostra vita quotidiana vengano modificati o esistono confini che non andrebbero superati?

Queste sono solo alcune delle questioni al centro della mostra “Human+. Il futuro della nostra specie” in programma dal 27 febbraio al Palazzo delle Esposizioni, una grande rassegna scientifica che esplora i potenziali percorsi futuri dell’umanità considerando le implicazioni delle tecnologie passate ed emergenti.

Il XXI secolo vedrà la convergenza di settori come la biotecnologia, la robotica e l’intelligenza artificiale. La manipolazione dei processi biologici, il controllo delle macchine digitali e meccaniche e la creazione di un’intelligenza non biologica superiore a quella umana sono tutti progressi che sollevano interrogativi etici sull’appropriazione della vita e l’alterazione di se stessi. La convergenza di queste e altre forze ci condurrà in territori nuovi e sconosciuti.

Dalle sottili provocazioni ai grandi gesti, le opere d’arte presenti in mostra rappresentano modi diversi di accettare e assimilare questi cambiamenti. Il valore in gioco, infatti, non è la capacità di prevedere il futuro bensì la necessità di riflettere sul futuro. Per cosa stiamo lottando? In modo consapevole o meno, stiamo disegnando il nostro futuro e ogni disciplina giocherà un ruolo in questo processo.

Human+. Il futuro della nostra specie, a cura di Cathrine Kramer, più che una mera celebrazione della tecnologia, vuole presentare una serie di possibilità, immaginate e reali, che permettano ai visitatori di scegliere quale sia il futuro che preferiscono per la specie umana.

L’esposizione presenta circa 40 opere, tra installazioni, film, sculture, fotografie, realizzate da alcuni dei più importanti artisti, designer e scienziati riconosciuti a livello internazionale per il loro lavoro di esplorazione delle connessioni tra arte e scienza. Personalità celebri nei settori della robotica, della biotecnologia, della biologia sintetica e dell'intelligenza artificiale, tra cui Neil Harbisson, il primo cyborg vivente al mondo; Stelarc, considerato tra i più grandi art performer australiani; Oron Catts e Ionat Zurr, creatori delle bambole scacciapensieri semi viventi, le prime sculture di ingegneria tissutale a essere esposte in una galleria. Attraverso le loro opere si approfondirà il concetto di appartenenza alla specie umana, si osserveranno i confini del corpo e della specie e i limiti di ciò che è socialmente ed eticamente accettabile. Dovremmo migliorare noi stessi o piuttosto cercare di modificare i nostri discendenti? La prolungata longevità dell’uomo è un’aspirazione meravigliosa o una prospettiva terribile per la Terra? All’interno di questa spettacolare rassegna, alcune delle menti più brillanti e creative del pianeta hanno ipotizzato e immaginato molti futuri possibili.

Dalla mostra “Human+. Il futuro della nostra specie” prende spunto il concorso “Mix User Experience - MUX”, lanciato da Fondazione Mondo Digitale e Palazzo delle Esposizioni. Il contest, dedicato agli studenti di scuole di ogni ordine e grado e alla comunità di professionisti, creativi, maker e designer, ha l’obiettivo di rendere il tema della mostra accessibile al grande pubblico, attraverso la realizzazione di progetti creativi (es. applicazioni, video, installazioni ecc.), che possano aiutare a interagire con le opere in esposizione o suggerire nuove applicazioni per appassionare le persone alla cultura e creare nuovi pubblici. Per informazioni: www.mondodigitale.org/it/news/mix-user-experience

A latere della mostra, durante il fine settimana, i visitatori potranno sperimentare “La Macchina per essere un altro”. Concepito dal collettivo BeAnotherLab, l’esperimento esplora i limiti della realtà mediante una macchina che sembra provenire dai racconti di fantascienza degli anni Sessanta. Il sistema proposto è il risultato di una ricerca sull’empatia e sull’identità che, come i neuroni a specchio, offre agli utenti un’esperienza di “immersione” nel corpo di un’altra persona. Il lab è attivo il sabato e la domenica dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 19.00.

Il percorso espositivo di Human+ si suddivide in cinque sezioni.

Nella prima sezione si esplorano le “Abilità aumentate”. Gli esseri umani hanno sempre fabbricato strumenti per aumentare le proprie capacità. Dalle protesi esterne che potenziano o ampliano le funzioni fisiche agli interventi medici, siamo sempre stati dei cyborg, interessati alla forma e alla funzione del nostro corpo. Lo sviluppo di nuove forme di potenziamento dell’essere umano è dettato dalla necessità ma anche dal desiderio. Oltre a offrire soluzioni innovative e liberatorie, tuttavia, questi miglioramenti possono anche essere strumenti di oppressione che vanno a rafforzare norme e aspettative sociali. Prendendo in considerazione esempi storici o puramente teorici, questa sezione presenta una serie di metodi fisici, chimici e biologici per potenziare la mente e il corpo.

La seconda sezione è intitolata “Incontrare gli altri”. Le tecnologie emergenti stanno cambiando il nostro modo di entrare in relazione con gli altri: familiari, colleghi di lavoro e persino animali domestici. Le personalità con cui interagiamo sui nostri dispositivi sono reali, artificiali o entrambe le cose? Se da un lato le tecnologie sociali possono essere creative, espressive e rendere più profondi i nostri legami, dall’altro possono anche replicare le disuguaglianze e la violenza presenti nella nostra società. Questa sezione esplora i cambiamenti dei rapporti umani, tecnologici e sociali cercando di capire in che modo questi rispecchiano i bisogni e i desideri di creature intrinsecamente sociali come gli uomini.

La terza Sezione è “Creare l’ambiente”. Nell’immaginare il futuro della nostra specie dobbiamo considerare il contesto in cui viviamo. Gli esseri umani non possono esistere da soli, ma dipendono da ecosistemi complessi che permettono la vita sulla Terra. Nel bene o nel male, abbiamo sempre manipolato ambienti e organismi per soddisfare i nostri bisogni e desideri. Questi interventi hanno acquisito una portata planetaria tanto da giustificare l’uso del termine Antropocene per definire un’era geologica misurabile, caratterizzata dall’impatto delle attività umane. Che lo ammettiamo o meno, siamo gli artefici del nostro habitat. E dunque possiamo plasmare con più attenzione l’ambiente in cui viviamo? Il futuro della nostra specie dipende dalla salvaguardia degli ecosistemi complessi – naturali e costruiti – che sostengono la vita umana sulla Terra.

Nella quarta sezione “I limiti della vita”, conosciamo il punto iniziale e quello finale della vita umana sulla Terra: se c’è una nascita, alla fine ci sarà una morte. Benché assoluti, tuttavia, i due limiti non sono così rigidi. Le tecniche di riproduzione assistita hanno ridefinito i termini di fertilità e gravidanza, sollevando interrogativi seri di natura etica, sociale e tecnica. Anche la soglia della morte, il punto finale della vita, è stata spostata in avanti dai progressi biomedici e dalle macchine per il supporto vitale che prolungano la durata, anche se non sempre la qualità, della vita umana. A tormento o conforto di amici e familiari, dopo il nostro decesso rimaniamo visibili online. La maggiore durata della vita e i cambiamenti demografici ci impongono di riesaminare le norme e i rituali sociali, caratteristici di epoche in cui la vita era breve e le famiglie erano numerose. Questa sezione della mostra è dedicata alle nuove definizioni di nascita e morte e ai loro limiti in continuo mutamento, temi che da sempre affascinano l’uomo.

“Umano o sovrumano?” è la quinta sezione a cura di Valentino Catricalà, Fondazione Mondo Digitale. Era il 1941 quando Isaac Asimov, su basi cartesiane, scriveva queste frasi formulate da un robot, personaggio del racconto Reason. “Io penso quindi sono” dice il robot di Asimov citato sopra. Stabilito ciò, occorre capire dove ci porterà questa affermazione. I quattro artisti e i due collettivi selezionati da Valentino Catricalà per la sezione “Umano, sovraumano?”, concepita specificatamente per la tappa romana della mostra e frutto della collaborazione con la Fondazione Mondo Digitale, vogliono fare proprio questo, farci riflettere e porci, ancora una volta, una fondamentale domanda. Come nel racconto di Chabot, Il robot filosofo, quando il robot, una intelligenza artificiale, dialoga con il filosofo umano Barnabooth e gli chiede: “a che serve essere umano?” Barnabooth sorrise… “A coltivare il mistero di esistere. A ridurre la violenza. A sperimentare nuove forme di gioia. E lei, ha un’idea?” “Sono desolato, non ne ho. E’ lei il filosofo con trent’anni di esperienza. Non invertiamo i ruoli”.

Orari: domenica, martedì, mercoledì e giovedì dalle 10.00 alle 20.00. Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30. Chiuso il lunedì. L'ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura.
Biglietti: intero € 12,50, ridotto € 10. Ragazzi dai 7 ai 18 anni € 6. Gratuito per bambini fino a 6 anni.
Informazioni: +39.06.39967500 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00. Sabato dalle 9.00 alle 14.00).
Sito web: Palazzo delle Esposizioni

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