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Mostra Rime Buie al Palazzo delle Esposizioni di Roma

La Mostra Rime Buie al Palazzo delle Esposizioni di Roma: le opere e le informazioni, il periodo e gli orari d'apertura, i contatti e il costo dei biglietti.

Mostre a Roma per settore artistico: Pittura, Scultura, Arte Moderna, Arte Contemporanea, Fotografia, Archeologia.

Mostra Rime Buie Roma
Rime Buie - Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale, 194 - Roma

Mostra in corso dal 10 marzo al 15 maggio 2022

Al Palazzo delle Esposizioni apre una mostra che è un unicum nel panorama espositivo del 2022.
Dalle immagini di Antonella Abbatiello nascono i versi di Bruno Tognolini. La prima propone tavole inedite create per pubblicazioni di venti e trent’anni fa; il secono le studia e s'immerge nelle loro atmosfere dando vita al libro di versi Rime Buie.

Comunicato Stampa della Mostra Tre stazioni per Arte-Scienza

Boschi di rapimenti, isole da cui non si parte, bambini che sono piante. Fiabe nere, lucide, tragiche, ballate narrative di un poeta cresciute come edera sulle tavole visionarie di un'artista”

(Nicola Gardini)

Questa è una mostra che esplora un doppio buio, due cammini verso un possibile barlume.

IL LIBRO

Lo scrittore Bruno Tognolini e l'illustratrice Antonella Abbatiello, in quest’opera, hanno lasciato il loro cerchio di luce per avventurarsi in zone ignote, ciascuno per conto suo e l’una con l’altro.

L’una con l’altro, prima di tutto, ribaltando i ruoli consueti: non è l’illustratrice che legge i testi per dar loro visioni, ma lo scrittore che guarda le figure per dar loro parole.

Non era la prima volta: già l’albo Maremè (Fatatrac) era nato così nel 2007. Ci riprovano tredici anni dopo, nel 2020. Abbatiello lascia il cerchio di luce delle sue opere attuali, con la loro temperie di stile e segno e sogno del mondo, e “scende in miniera” nel buio dei suoi archivi. Propone a Tognolini una scelta di tavole inedite, create per pubblicazioni o mostre fra venti e trent’anni fa. E quelle che emergono dalle miniere son scene scure, drammatiche, narrative: “fiabe nere”, le chiamerà Gardini.

Il poeta guarda e interroga quelle figure, in attesa che gli parlino, gli dettino. Lo sguardo attraversa gli strati di senso che affondano concentrici giù nel buio di ogni opera viva. Ciò che trova e porta alla luce, alla fine del tuffo, sono versi ancora scuri e narrativi. Rime e storie che lo portano lontano dal suo cerchio di luce consueto: le forme lucenti di gioia del mondo della sua poesia per i bambini.

Il risultato di queste spedizioni, solitarie e condivise, è “Rime Buie”: un libro che canta e mostra, in rime battenti e scure come vecchie ballate celtiche, e in figure che accendono visioni di notti millenarie, diciotto umane vicende di sciagura.

Verso un barlume, forse, in fondo al buio: il lumicino in fondo al bosco delle fiabe. Difficile da scorgere, come “è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire” – canta Battiato. Ma lo incoraggia Leonard Cohen: “C’è una crepa in tutte le cose: ed è da lì che entra la luce”.

LA MOSTRA

La mostra sfoglia e sparpaglia quest’Opera al Nero in giro per la Libreria del Palazzo delle Esposizioni. E il libro buio, come persuaso da tutti quei libri fratelli, si scioglie, si apre e si mostra: grandi pannelli riproducono le sue pagine, figure e versi; teche mostrano gli originali delle illustrazioni.

Ma la mostra fa di più. Si dice spesso al giorno d’oggi “mostra immersiva”, e questa volta l’immersione è letterale. Il libro non si limita ad aprirsi, ma si rende per barlumi trasparente, offrendo in mostra i primi brevi scorci degli infiniti strati sottostanti. Le fonti di ispirazione dei due autori, le poche di cui sono consapevoli, affiorano dal buio oltre la pagina, dove lo sguardo del lettore non arriva, e appaiono in mostra.

Illuminare i fili delle fonti, le citazioni e assonanze e filiazioni, è normalmente compito dei critici, degli storici, di terzi. Stavolta sono gli stessi autori a svelare le loro fonti segrete. A mostrarle fisicamente chiuse in teche sotto le opere che hanno germinato. Ecco allora sotto le tavole di Abbatiello riproduzioni di Odilon Redon, Brueghel il Vecchio, Adolphe Appia. Ed ecco sotto i versi di Tognolini libri aperti di Bufalino, riproduzioni di antichi Salmi, cover di dischi dei Led Zeppelin e Leonard Cohen.

Non temono i due autori, svelando i fili nascosti, il disincanto? No, per nulla. Come i marionettisti che alla fine dello spettacolo levano i veli di fondali e quinte, e il pubblico vede i fili, e dalle bocche nascono gli “Oh!” di un nuovo incanto. I fili d’arte sono vene di maestria, che legano ogni opera a ogni altra. Vedere che la ragazza ha gli occhi del nonno non la rende ai nostri occhi meno bella. E quando i marionettisti svelatori caleranno di nuovo i veli, Orlando riprenderà a piroettare più vivo di prima, i fili nuovamente spariranno, e il canto della poesia tornerà incanto. Forse, la mostra ci conta, più incanto di prima.

Biglietti: intero € 10; ridotto € 8.
Informazioni: +39.06.39967500 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00. Sabato dalle 9.00 alle 14.00).
Sito web: Palazzo delle Esposizioni

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