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Basilica di Santa Cecilia a Roma

La Chiesa Basilica di Santa Cecilia a Trastevere a Roma: la descrizione architettonica e le opere d'arte presenti, le fotografie e la storia, l'indirizzo e le informazioni per la visita con i costi d'entrata.
Basilica di Santa Cecilia a Roma
Basilica di Santa Cecilia
- Piazza Santa Cecilia, 22 - Roma

Il Cortile
Entrata al cortile
La Basilica di Santa Cecilia fece parte del programma di devozione e culto dei primi martiri cristiani intrapreso da Papa Pasquale I (817-824) con l'inizio del suo pontificato. I corpi di molti martiri seppelliti nelle catacombe lungo la via Appia Antica vennero così esumati e trasportati all'interno delle mura aureliane per essere posti nelle preposte sedi di culto: nuove basiliche stavano sorgendo a Roma tra cui Santa Prassede, Santa Maria in Domnica e Santa Cecilia.

Della chiesa originale poco rimane infatti nei secoli essa subì trasformazioni significative come l'aggiunta del portico e del campanile ad opera di Pasquale II (1099-1118). Succesivamente Pietro Cavallini e Arnolfo di Cambio furono chiamati per affrescare le pareti il primo e per la costruzione del ciborio il secondo. Altri interventi arrivarono nel XV e XVI sec. con la costruzione del'atrio e l'innalzamento della pavimentazione originale del presbiterio. La riscoperta del corpo della martire alla fine del '500 sfociò nella realizzazione della bellissima statua di Maderno.
L'atrio, così com'è oggi, è il risultato di successivi interventi culminati con la costruzione della facciata esterna nel 1741-2 da parte dell'architetto Ferdinando Fuga.

Il Cortile
Il cortile di Santa Cecilia
Nuovi interventi di consolidamento statico nel XIX sec. portarono alla scoperta delle stanze romane sotto l'abside. Sulla destra del portico d'entrata si trova un cippo romano del periodo di Vespasiano (75 d.C) posizionato qui nel 1900. Nel centro dell'atrio fu posto nel 1929 un cantaro romano a dominare la fontana. Sembra che esso fosse già qui nel medioevo. Il cortile è fiancheggiato da due monasteri raccordantisi al nartece della chiesa, composto da 4 colonne ioniche e due architravi a sostenere decorazioni in pasta policroma e l'epigrafe del Cardinale Francesco Acquaviva, colui che volle gli interventi di Fuga, che recita: Franciscus tituli Sanctae Caeciliae Cardinali de Aquaviva.

All'interno, nell'ultima cappella laterale destra, è conservata La decapitazione di Santa Cecilia di Guido Reni. Degno di nota anche l'affresco del XIII sec., posto all'entrata della cripta romana, raffigurante l'apparizione di Santa Cecilia a Papa Pasquale I ed il ritrovamento del suo corpo.

L'abside è decorato con mosaici originali (817 d.C.) raffiguranti Cristo coronato tra i Santi Pietro e Paolo. Alla destra di Cristo Papa Pasquale I presenta il suo modello di chiesa a Cristo, presentato a sua volta dalla santa e da Paolo. Alla sinistra di Cristo, San Valeriano, sposo in vita di Santa Cecilia, e Sant'Agata alla quale è dedicato il monastero adiacente alla chiesa. Il mosaico nuovamente riporta allo stile usato per Santa Prassede e Santa Maria in Domnica. Al centro dell'abside si trova il ciborio di Arnolfo di Cambio, il grande architetto e urbanista che costruì il Duomo di Firenze.

Al centro del ciborio si trova la statua di Maderno, incaricato da Papa Clemente VIII dopo la scoperta del corpo di Santa Cecilia nel 1599 incredibilmente preservato, la quale riproduce esattamente la poszione di ritrovamento e le condizioni della salma. Maderno, nonostante la sua giovane età (23), realizzò un capolavoro di classicismo in grado di suscitare emozioni anche nel più refrattario spettatore.

Infine, al di sopra dell'entrata, gli affreschi di Pietro de' Cerroni (conosciuto come Pietro Cavallini) raffiguranti il Giudizio Universale e l'Annunciazione.

L'Insula romana
Insula
Domus repubblicana e insula imperiale

Dalla Navata di destra si accede alla cripta, fortemente ristrutturata all'inizio del XX sec., dalla quale si accede ai resti di una domus repubblicana del II sec. a.C. successivamente trasformatasi in un insula, cioè una serie di case con stessa pianta allineate e contigue a formare un caseggiato, di età imperiale (II sec. d.C) con varie destinazioni d'uso dei locali.

Alcune stanze ora custodiscono alcuni sarcofagi elegantemente decorati con bassorilievi, altre mostrano belle pavimentazioni decorate in opus signinum, altre ancora rivelano una funzione di stoccaggio di materiali o grano in vasche cilindriche incassate nel pavimento e dotate di apposito gradino per la discesa in esse degli abitanti del condominio di età imperiale.


Santa Cecilia: storia e mito

Santa Cecilia fu una nobile ragazza romana, appartenente alla potente famiglia dei Metella (la stessa a cui appartenne Cecilia Metella alla quale fu dedicato il Mausoleo omonimo lungo la via
Santa Cecilia del Maderno
Santa Cecilia del Maderno
Appia), la quale dopo aver sposato il giovane Valeriano e avergli comunicato il suo voto di castità gli chiese di andare da Papa Urbano che al tempo resideva lungo la via Appia. Valeriano fece come dettogli e, dopo l'incontro, avendo avuto anch'egli una visione d'un angelo come precedentemente era accaduto a sua moglie Cecilia, decise di convertirsi al nuovo culto. Una volta a casa un'altro angelo apparse nell'atto di porgere una corone di lilium a lui ed una di rose per la sua sposa. A questo punto Valeriano chiese la conversione di suo fratello Tiburzio, che avvenne poco dopo con il battesimo da parte di Papa Urbano.

I guai cominiciarono con l'arresto dei due fratelli da parte del prefetto di Roma Turcio Almachio il quale, dopo aver chiesto loro di fare sacrifici a Giove ed aver ricevuto il loro rifiuto, li mise a morte per decapitazione. Cecilia fu poi chiamata dal prefetto a fare sacrifici anch'essa, ma rifiutando e dopo un lungo dialogo imbarazzante ed irritante con l'autorità, venne condannata a morte per soffocamento nel calidario del suo bagno. Tuttavia Cecilia non soffocò e la sua pena fu commutata in decapitazione; ma dopo che tre volte il boia tentò inutilmente di decapitarla, la condanna dovette per legge essere sospesa.

Così Cecilia morì dopo tre giorni di calvario indicibile durante i quali non smise mai di invitare i pagani alla conversione e dopo aver lasciato tutto i suoi averi a Papa Urbano, il quale trasformò la sua casa in una chiesa, uno dei primi tituli cristiani di Roma.
La casa dei due sposi divenne quindi presto centro del culto cristiano a Trastevere e successivamente fu eretta la prima chiesa intitolata alla martire, patrona della musica.

Orari: da lunedi a sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.00; festivi dalle 11.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.00. Coro monastico con gli affreschi del Cavallini nei giorni feriali dalle 10.00 alle 12.30 e nei giorni festivi dalle 11.30 alle 12.30.
E-mail: monastero@benedettinesantacecilia.it
Sito web: Basilica di Santa Cecilia

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