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Basilica Emilia a Roma

Le informazioni storiche e architettoniche e le foto della Basilica Emilia a Roma.
Basilica Emilia, Foro Romano, Roma Basilica Emilia - Foro Romano - Roma

La Basilica Aemilia si trova all'interno del Foro Romano e confina a ovest con la Curia, a sud con il Tempio di Antonino e Faustina, a sud ovest con la Piazza del Foro e a nord est con l'entrata occidentale del Foro di Nerva.

Basilica Emilia - Foro Romano Colonnato della navata laterale in marmo cipollino
La Basilica (dal greco stoà basileiós che significa portico del re) era un elemento dell'architettura civile romana mutuato dalla Grecia classica (agorà di Atene) diviso in navate da colonnati con entrate spesso laterali; l'edificio aveva funzioni civili di amministrazione della giustizia ma vi si facevano anche affari. All'interno, lungo uno dei lati minori, trovava spazio l'abside, elemento semicircolare dove sedeva il magistrato per dirimere le cause. Con il passaggio al Cristianesimo con l'Editto di Milano (313 d.C.) la Chiesa scelse la Basilica civile romana come luogo di culto in quanto più funzionale del tempio alla raccolta di un numero così grande di fedeli.

La sua collocazione di fronte alla Piazza del Foro non è casuale: le funzioni che si svolgevano infatti erano le stesse ma nella Basilica Emilia vi si veniva col brutto tempo o durante la stagione fredda per stare al coperto.

Il nome integrale della Basilica è Fulvia Emilia poiché fu fatta costruire nel 179 a.C. dai censori Marco Fulvio Nobiliore e Marco Emilio Lepido; il secondo fu il progettista della via Emilia che collegò Piacenza con Rimini dando il nome alla regione fino a oggi.
Del monumento restano pochi resti tra cui il basamento, resti di colonne e di mura repubblicane.

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Storia

Denario di Marco Lepido - Basilica Emilia Denario del 61 a.C. della Basilica Emilia
Precedentemente alla Basilica Emilia in età repubblicana esistevano altre basiliche poi scomparse: la Basilica Porcia distrutta da un incendio nel 52 a.C. (voluta da Marcio Porcio Catone detto il Censore, era posta a fianco della Curia), la basilica Sempronia (costruita dal padre dei due Gracchie dove poi sorse la Basilica Iulia nel 55 a.C.) la basilica Opimia voluta da Lucio Opimio nel 121 a.C. e scomparsa per far spazio all'ampliamento del Tempio della Concordia voluto da Tiberio tra il 7 a.C. e il 10 d.C. Ma sul luogo dove sorse la Basilica Emilia sembra che vi fosse, stando a Plauto che la cita nelle commedie Captivi e Curculio, una precedente basilica, la prima edificata a Roma.
L'inaugurazione della Basilica Emilia avvenne nel 179 a.C. e fu di notevole importanza per la vita politica di Roma, della Repubblica e dell'Impero a venire in quanto subito l'edificio assurse a modello per l'edilizia pubblica romana.

Nel 78 a.C. il console Marco Emilio Lepido, discendente e omonimo del fondatore della Basilica, fece abbellire l'esterno con l'aggiunta di clipei di metallo dorato, scudi scultorei decorativi ornati di bassorilievi, e ritratti dei suoi antenati sulla facciata che dava sulla Piazza del Foro; evento poi commemorato con una coniazione nel 61 a.C. dal figlio, anch'egli Marco Emilio Lepido, pontefice massimo succceduto a Cesare (44 a.C.) e futuro triumviro insieme a Ottoviano e Marco Antonio (43-33 a.C.). In tal senso la gens Aemilia fu tra le prime ad usare il monumento pubblico per scopi celebrativi della propria gens e dei loro antenati tra cui figurava il re Numa Pompilio, raffigurato anch'egli nei rilievi dell'edificio.

Trabeazione della Basilica Emilia Trabeazione della Basilica Emilia
L'edificio subì nel tempo numerosi restauri (nel 78 , 54, 34, 14 a.C. e 22 d.C.) ad opera della gens Aemilia; in origine la Basilica Emilia era a tre navate, come testimoniano i resti di fondazione vicino alla Curia, ma nei secoli l'edificio subì rimaneggiamenti importanti. Così come si presenta oggi presenta 4 navate e tre ingressi laterali lungo il Portico di Gaio e Lucio Cesari.

Una forte risistemazione l'edificio la subì dopo l'incendio del 14 a.C. quando Augusto finanziò direttamente il progetto; le colonne delle quattro navate furono allora rifatte in marmo africano, il pavimento in marmo prese una sistemazione definitiva visibile ancora oggi, furono ricostruite le tabernae novae argentariae davanti alla Piazza del Foro e il portico fu dedicato ai due nipoti dell'imperatore Caio e Lucio Cesari.

Fregio della Basilica Emilia Particolare del fregio del primo ordine
Nella sua lunga storia la Basilica fu danneggiata ancora da un incendio nel 283 e restaurata sotto l'imperatore Carino; ma anche il sacco di Roma del 410 d.C., perpetrato dai Goti di Alarico, causò l'incendio della Basilica e portò a un nuova ricostruzione se il Prefetto di Roma Probiano nel 416 ornò con parecchie statue la basilica Emilia.

Nel secolo ottavo la Basilica Iulia cadde in rovina e nella sua parte orientale fu costruita una specie di fortezza.

Parte del porticato, lungo il lato che corre di fronte alla Curia, arrivò alle soglie del Rinascimento quando fu usato come materiale di riuso per la costruzione di Palazzo Castellesi da parte dell'architetto Donato Bramante.

Struttura architettonica

Fregio della Basilica Emilia Particolare del fregio del primo ordine
La Basilica era a tre navate con due navate minori sul lato nord e sud e navata centrale che aveva un altezza maggiore rispetto alle laterali per ospitare delle aperture atte a illuminare l'interno dell'edificio. La navata centrale aveva colonne in marmo africano con capitelli corinzi e sovrastante fregio decorato con scene della mitologia di Roma, le colonne delle navate laterali erano in marmo cipollino con capitelli ionici che sostenevano soffitti in legno. Il pavimento era in marmo giallo, cipollino e rosso portasanta.

Dopo la risistemazione di età augustea (14 a.C.-22) la Basilica appariva innalzata di un piano; dopo il primo ordine di colonne fu creato un attico sul quale sorgeva un altro ordine con pilastri decorati da elementi vegetali; al di sopra di questo un ultimo attico ospitava il livello con tetto a capanna e aperture finestrali per l'illuminazione interna dell'edificio.

Come arrivare

- in metro: la fermata più vicina è Colosseo (linea B), di fronte al Colosseo e all'Arco di Costantino.
- in autobus: linee n° 60, 75, 84, 85, 87, 117, 175, 186, 271, 571, 810, 850.

Stile: Repubblicano con decorazioni di impronta ellenistica.
Edificazione: 179 a.C., ricostruita tra il 14 a.C. e il 22; più volte restaurata.
Biglietti: apertura alle 8.30. Chiusura: dall'ultima domenica di ottobre al 15 febbraio: ultimo ingresso 15.30 con uscita 16.30; dal 16 febbraio al 15 marzo: ultimo ingresso 16.00 con uscita 17.00; dal 16 marzo all'ultimo sabato di marzo: ultimo ingresso 16.30 con uscita 17.30; dall'ultima domenica di marzo al 31 agosto: ultimo ingresso 18.15 con uscita 19.15; dal 1 settembre al 30 settembre: ultimo ingresso 18.00 con uscita 19.00; dal 1 ottobre all’ultimo sabato di ottobre: ultimo ingresso 17.30 con uscita 18.30. Chiuso il 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre.
Biglietti: il monumento è visitabile con il biglietto del Foro Romano.

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